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Cambiare lingua di sistema su MonfyOs

Снимок экрана в 2016-07-28 17-54-56

Come per ogni distribuzione Linux, e sulle Ubuntu ufficiali, derivate o remix che siano, Anche su MonfyOs-Mate il cambio lingua di sistema è semplice e veloce.

Dal Menù Sistema, Preferenze,Personale, cliccate su Supporto lingue…

Schermata a 2016-07-28 17-58-16

si aprirà la finestra di ricerca lingue di sistema, quindi cliccare su “aggiungi/rimuovi lingua” e cercare il linguaggio del vostro paese.

Schermata a 2016-07-28 17-58-29

una volta scaricato il pacchetto lingue dovete spostarlo sopra la lingua attualmente installata (nel nostro caso sopra l’Italiano) dopodichè cliccate su “applica Globalmente”

vi chiederà la password di sistema che nel caso foste in live sarà sempre ubuntero
Schermata a 2016-07-28 17-58-53

tutto fatto, non dovete far altro che riavviare il pc e sarà tutto tradotto…

 

 
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Pubblicato da su 28 luglio 2016 in Monfy-Mate

 

Ubuntu si aggiorna alla 16.04.1

E’ uscita in questi giorni il primo aggiornamento per le versioni di Ubuntu 16.04 e derivate.
L’aggiornamento, come molti utenti ubuntu sanno, è visibile dalla numerazione delle versioni.

Questo aggiornamento porta dietro di se numerosi “bug-fix” tra questi citiamo:

  • Ubuntu MATE Welcome fixes.
    • Fix Raspberry Pi partition resizer.
    • Remove obsolete linux-firmware-nonfree from the install options.
    • Correct some strings so translations are exposed.
  • Ubuntu MATE Artwork fixes.
    • Fix Calendar styling.
    • Fix progress bars so they are one colour.
    • Make GTK2 and GTK3 scrollbars consistent.
  • Ubuntu MATE Settings fixes.
    • Fix switching keyboard layouts using Alt + Shift.
  • Ubiquity fixes.
    • Now prompts to join available WiFi networks during the install.
  • Fixed shutdown/restart of the live session in Virtualbox and VMWare guests.

Per chi ha installato una versione di Ubuntu o derivata è sufficiente aggiornare il sistema per aver l’ultima versione, così anche per i possessori delle varie Remix Ubuntu come la nostra MONFY-MATE, usando il mio tool “clean” tutto il sistema sarà aggiornata all’ultima versione.

Coloro i quali scaricheranno una versione precedente è sufficiente aggiornare il sistema.

 

Trovate le note di rilascio di Ubuntu 16.04.1 LTS all’indirizzo https://wiki.ubuntu.com/XenialXerus/ReleaseNotes
Oltre alla distro principale troviamo gli aggiornamenti anche per Kubuntu 16.04.1 LTS, Xubuntu 16.04.1 LTS, Mythbuntu 16.04.1 LTS, Ubuntu GNOME 16.04.1 LTS, Lubuntu 16.04.1 LTS, Ubuntu 16.04.1 LTS Kylin, Ubuntu 16.04.1 LTS MATE e Ubuntu Studio 16.04.1 LTS.
Per conoscere quali sono i bug corretti per le distro derivate potete dare uno sguardo alla pagina https://wiki.ubuntu.com/XenialXerus/ReleaseNotes#Official_flavours dove troverete i link ai rispettivi siti di riferimento (mentre vi sto scrivendo solo Xubuntu e Ubuntu MATE hanno pubblicato le note di rilascio).

Potete scaricare le ISO aggiornate agli indirizzi

 

 
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Pubblicato da su 22 luglio 2016 in Monfy-Mate

 

I 10 utenti Linux da evitare come la peste.

La comunità open source è fatta di persone che prevalentemente lavorano, si incontrano e comunicano attraverso canali “virtuali” come Internet. Quando leggiamo forum e blog, i gruppi su…

Sorgente: I 10 utenti Linux da evitare come la peste.

 
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Pubblicato da su 21 luglio 2016 in Monfy-Mate

 

MonfyOS Black-Compiz-Edition

Ultime Monfy-Mate …
Le Nuove Monfy-Mate Black-compiz Edition!
MATE 1.14.1

in aggiunta a quanto presente sulle Monfy-mate 16.04.2 è stato inserito il pacchetto completo di MINTSTICK… il tool che permette la formattazione delle chiavette USB e la masterizzazione di ISO direttamente sulle chiavette.

Oltre a MATE 1.14.1 ho messo un nuovo tema scuro, modificato le icone classiche di Monfy e ho messo qualche effetto dell’intramontabile COMPIZ…

le due iso pesano circa due giga, anche queste, a richiesta possono essere inviate gratuitamente a chi effettua una donazione al sito…


MonfyOS-32 bit Black-Compiz-Edition
MD5SUM = 581039f171800a38eee7563f018337ea
password per installarla con systemback = ubuntero

MonfyOS-64 bit Black-Compiz-Edition
MD5SUM = 62ad4ba455ed22bbc32857125c006a77
password per installarla con systemback = ubuntero

42

 
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Pubblicato da su 10 giugno 2016 in Monfy-Mate

 

SIRI su Ubuntu si chiama Betty

Siri ha fatto proseliti! Dopo l’assistente Google Now assistant per Android OS, ecco arrivare Betty per Ubuntu/Linux Mint.

betty
 

Siri, l’assistente virtuale di iOS, è stata incensata ed imitata. Dopo Google, che ha introdotto Google Now, un assistente vocale per Android e dispositivi mobili che permette agli utenti di trovare informazioni rapidamente ed eseguire alcune funzioni di sistema, ecco che Ubuntu si attrezza a sua volta con il suo proprio assistente virtuale.

Betty, questo è il nome di questa parente di Siri appena sbarcata su sistemi Linux che usa il linguaggio naturale (ossia la lingua parlata di tutti i giorni) per rispondere a domande, fare raccomandazioni ed eseguire azioni. Betty è di fatto molto simile a Siri o a Google Now nel principio, solo che usa la riga di comando e non il riconoscimento vocale per interagire.

La verità è che Betty è ai primi stadi di sviluppo e quindi le sue capacità sono alquanto limitate, anche se usa inferenze e riconoscimento del contesto per interpretare i comandi impartiti. Betty può comunque effettuare un certo numero di azioni, come fare ricerche su Internet, trovare file, scaricare documenti, cambiare alcune configurazioni del sistema, riprodurre brani musicali, cercare nelle mappe di Google, comprimere o decomprimere file e così via. Betty usa l’inglese (per il momento) per tradurre i comandi da riga di comando in istruzioni del sistema operativo: si tratta di un Siri un po’ più tecnico e dalle capacità che hanno la potenzialità di espandersi all’infinito.

Per esempio, al comando “Betty, qual’è il nome del mio utente?” (betty whats my user name?), Betty lancerà il comando whoami. Queste istruzioni sono espandibili, come detto sopra, visto che si tratta di un progetto Open Source, è anche possibile sottomettere i propri cambiamenti al codice come un patch del progetto Betty. Lo scopo è, nel futuro, integrare Betty con funzionalità di riconoscimento vocale ed usarlo esattamente come Siri in smartphone come Ubuntu phone.

Per installare Betty Assitant in Ubuntu/Linux Mint, dal Terminale (raggiungibile con Ctrl+Alt+T) immettere i seguenti comandi:

sudo apt-get install ruby curl git
cd && git clone https://github.com/pickhardt/betty
echo “alias betty=\”~/betty/main.rb\”” >> ~/.bashrc && source ~/.bashrc

E per avviare la modalità Web per Betty, la quale le permette di accedere ad Internet per le ricerche, basta scrivere sul terminale:

betty turn web mode on

Via | Noobs Lab


Now a days handheld devices offer assistant for your mobile device, which help users to do stuff easily and quickly, as you may know iOS has Siri (by Apple) and Android OS uses Google Now assistant (by Google) to facilitate its users. They are pretty much intelligent personal assistants and knowledge navigator which works as an application for their Operating systems.
Here comes another feature to Linux “Betty” as personal assistant, it uses natural language to answer questions, make recommendations, and perform actions. It is similar to Siri and Google Now but for now it is pretty much limited (it’s still extremely useful and easy to use). It is a virtual assistant with a command-line-controlled natural language interface that uses sequential inference and contextual awareness to help perform personal tasks.

Things Betty can: You can do pretty much all sort of things, change configurations, find files, download files from Internet or do Internet queries, file & directory operations like compress/decompress and others, control audio applications, count words in a file, and many more…

Some Examples in Screenshots:

 

 

 

 

 

Further you can read documentation for supported commands.

To install Betty Assitant in Ubuntu/Linux Mint open Terminal (Press Ctrl+Alt+T) and copy the following commands in the Terminal:

Also turn on web mode for Betty (For Internet queries):

That’s it

 
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Pubblicato da su 6 giugno 2016 in Monfy-Mate

 

L’inganno di Windows 10

L’altro giorno mi è giunta questa mail disperata:

Testo_Mail

La seconda cosa che ho pensato (la prima è stata cercare di aiutare il mio amico, meno a suo agio di me con la tecnologia, a trovare una soluzione al suo 0xc0000142 che gli consentisse di lavorare) è stata: chi mai può “costringere” un utente a passare con la forza a Windows 10 se questi dichiara espressamente di trovarsi benissimo con Windows 7?

Un paio di giorni dopo mi sono imbattuto in questo articolo che descrive l’ultima discutibile (per molti ingannevole, ai confini del malware) trovata di Microsoft per spingere gli utenti di Windows ad aggiornare a Windows 10, gratuitamente fino al 29 luglio.

Sorvolando sui dettagli tecnici, la sostanza è questa: finora gli utenti di Windows 7 o 8.1 avevano ricevuto una invadente finestra di notifica che proponeva di scaricare Windows 10 come fosse un aggiornamento di sistema fra i tanti. “Invadente” significa che l’unico modo per chiudere la finestra era quello di cliccare sulla “x” in alto a destra, che da sempre (da sempre!) nei sistemi operativi Microsoft è l’icona del pulsante che chiude le finestre. Niente pulsante “annulla”, o “no, grazie”: le uniche opzioni tra cui scegliere erano “Aggiorna adesso” oppure “aggiorna stanotte” (perché non direttamente domattina? Non ci è dato di sapere). “Invadente” significa anche che, pur avendo chiuso la finestra di notifica, la relativa icona con il logo di Windows 10 rimaneva, come una spada di Damocle, a fare mostra di sé nella barra di sistema. Finora, quindi, tutto sommato gli utenti sufficientemente contenti di Windows 7 o 8.1 se l’erano cavata abbastanza bene. Finora.

Da qualche giorno, invece, Microsoft ha deciso di modificare la procedura – e quindi la finestra di notifica – quel tanto che basta, “in modo da assomigliare ad un malware”, secondo Brad Chacos, autore dell’articolo citato. Ora l’aggiornamento a Windows 10 è considerato dal sistema un “aggiornamento raccomandato”, come fosse una qualsiasi patch di sicurezza del sistema corrente; verrà quindi scaricato e installato alla data e all’ora indicata nella finestra. L’utente distratto, o scocciato da tanta quotidiana insistenza, è portato a fare come tutti i giorni da sei mesi, ovvero chiudere la finestra cliccando sulla solita “x” in alto a destra, che da sempre (da sempre!) chiude qualsiasi finestra di Windows, cosa che in questo caso, invece, equivale ad acconsentire all’installazione del fantomatico “aggiornamento raccomandato”, ritrovandoci la mattina dopo con il nuovo Windows 10 che non volevamo affatto.

Il fatto che nella finestra incriminata ci sia una clausola in piccolo che consenta di cancellare l’installazione programmata dell’aggiornamento, come pure il fatto che, una volta installato, esista il modo di ritornare indietro disinstallando l’aggiornamento in questione è irrilevante, come pure è irrilevante qualsiasi giudizio sul valore di Windows 10, su cui ognuno è libero (libero!) di farsi una sua personale opinione, leggendo recensioni o addirittura provandolo direttamente.

I metodi finora usati per spingere l’utente a passare a Windows 10 – l’offerta gratuita, la continua presenza della finestra di notifica, il cambiamento concepito deliberatamente per indurre all’errore l’utente riluttante – non sembrano avere precedenti nella storia dell’informatica: analoghi tentativi per spingere un utente ad installare qualcosa contro la sua volontà si registrano solo tra i virus, i malware e simili.

Per fare un paragone, esiste forse una casa automobilistica che, all’uscita di un nuovo modello di utilitaria, eserciti una qualche pressione sui possessori di un modello precedente per spingerli a cambiare automobile, magari con l’inganno? Il problema si porrebbe, al limite, il giorno in cui venisse dichiarata la cessazione dell’assistenza e della produzione di pezzi di ricambio originali, non certo per la disponibilità di un modello nuovo. Immaginate cosa succederebbe se, andando a fare una normale revisione, anziché firmare l’apposito modulo l’ignaro automobilista firmasse a sua insaputa un contratto per la sostituzione dell’automobile.

Ci rendiamo conto che gli esempi non sono molto calzanti: l’auto si possiede, Windows no: compriamo solo il permesso di usarlo, mica possiamo pretendere che faccia quello che vogliamo noi!

Screenshot at 2016-05-11 21:54:24

Ci rendiamo anche conto di aver raccontato una storia incomprensibile agli utenti abituali di sistemi operativi liberi, quali sono i sistemi Linux: utenti che il proprio sistema operativo, invece, lo possiedono, possono usarlo come vogliono, copiarlo, studiarne i sorgenti, modificarlo e ridistribuire allo stesso modo le versioni modificate; utenti consapevoli che ad ogni aggiornamento di sistema verranno aggiornati coerentemente tutti i programmi che dipendono dall’aggiornamento stesso, ritrovandosi sempre un sistema coerente di versioni di software a prova di “errore 0xc0000142”; utenti che, anche quando qualcosa non funziona come dovrebbe (il software libero è libero, non perfetto: se no si chiamerebbe software perfetto), hanno sempre quella piacevole, indescrivibile sensazione di essere rispettati.

E poi è così carino… facile da usare e molto configurabile

 

tratto da:http://www.techeconomy.it/2016/05/27/windows-10-col-trucco-linganno/
scritto da: Marco Alici

 
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Pubblicato da su 27 maggio 2016 in Monfy-Mate

 

Aggiornamento Win10, tattiche da malware

Novità sugli aggiornamenti di Win 10… è quasi impossibile sfugire all’UPDATE

La pazienza degli utenti PC è arrivata al limite, Molti utenti stanno seriamente pensando di Installare LINUX. Tutto questo a causa di una lunga serie di “trucchetti” escogitati da Microsoft per spingere gli utenti all’aggiornamento a Windows 10.
Ma l’ultima trovata è quella più insidiosa e diabolica, la proverbiale goccia che fa traboccare vaso e pazienza.

Da alcune ore a questa parte la finestra che propone l’aggiornamento a Windows 10 è stata modificata: ora premendo sulla grande X per chiudere la finestra provoca l’installazione dell’ultimo sistema operativo Microsoft. Secondo PCWorld per spingere il massimo numero di utenti a Windows 10 Microsoft ricorre da mesi a “tattiche di inganno simili a quelle dei malware”, un comportamento grave per una multinazionale con milioni di utenti in tutto il pianeta.

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In pratica la multinazionale di Redmond è riuscita a trasformare il pulsante X rosso che dagli albori dell’informatica commerciale significa chiudi la finestra e non eseguire nulla, in una autorizzazione a installare l’aggiornamento che pochi utenti fino a oggi sono riusciti a evitare. Inizialmente la finestra per l’aggiornamento a Windows 10 visualizzata all’infinito per chi possiede un PC che funziona con Windows 7 e 8.1 proponeva una domanda retorica, vale a dire Installa Windows 10 oppure scarica e installa più tardi.

Gli utenti PC felici con il proprio OS premevano la famosa X rossa ed evitavano la domanda a trabocchetto. Nella seconda fase di spinta per l’aggiornamento a Windows 10 Microsoft ha classificato l’aggiornamento come Raccomandato, questo significa che sulla maggior parte dei PC veniva scaricato in modo automatico e solo dopo veniva posta la domanda all’utente di installare il nuovo OS. Ma anche fino a questo punto premendo la fantastica X rossa in alto a destra, si chiudeva la finestra e si continuava a vivere con il proprio OS precedente.

Nelle scorse ore invece Microsoft ha cambiato ancora il comportamento della finestra di update: ora l’aggiornamento a Windows 10 non viene solamente scaricato in automatico in sottofondo ma, una volta completato, la finestra indica in che giorno e ora verrà installato, a meno che l’utente non indichi espressamente di volere il contrario, questo però è scritto in una riga in testo molto più piccolo che è facile saltare e non vedere.

win2

Così ora quando un utente preme la X rossa, come è abituato a fare non solo da diversi mesi ma addirittura da anni, vale come una autorizzazione implicita: l’update verrà installato al giorno e ora prestabiliti. Di più: visto che l’aggiornamento a Windows 10 è diventato un updgrade raccomandato da tempo e la finestra è stata modificata ad hoc, come lamentano diversi siti non solo di tecnologia, l’update verrà scaricato e installato in modo completamente automatico senza alcun intervento da parte dell’utente. In pratica se ci prendiamo qualche giorno di vacanza o siamo assenti per un weekend, al ritorno quasi certamente troveremo il nostro computer funzionante con Windows 10, questo anche per chi volutamente non ha mai effettuato l’update.

Persino Forbes entra nel merito arrivando alla conclusione, grave, secondo cui Microsoft al momento non sembra avere la minima considerazione della volontà dei propri utenti fino a spingersi ad adottare pratiche scorrette: “Il problema non è se gli utenti possono accettare o rifiutare un aggiornamento di Windows 10. È che cambiando in continuazione quello che gli utenti devono fare e anche il comportamento dei singoli pulsanti, Microsoft sta deliberatamente causando confusione aumentando la possibilità che l’opzione sbagaliata venga selezionata. Questa è una tattica certa e provata del malware”.
aggiornamento-a-windows-10-14

Occorre rilevare che, dal punto di vista legale e anche sotto quello delle linee guida di sviluppo Microsoft è nel giusto: da anni la X rossa per chiudere una finestra non implica la chiusura del processo sottostante. Alle domande di chiarimento richieste dal giornalsta di Forbes, Microsoft risponde che il 29 luglio finirà il periodo di aggiornamento gratuito a Windos 10 ed entro quella dta vuole assicurarsi che il maggior numero di utenti disponga dell’ultima, più aggiornata e migliore esperienza Windows possibile. Peccato che questo venga a scapito di tutto.

Ovviamente usando un sistema LINUX tutti questi fastidiosi problemi svaniscono.

Windows-10-final-wallpaper

(parti di questo scritto sono di Daniele Piccinelli tratte da http://www.macitynet.it)

 
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Pubblicato da su 24 maggio 2016 in Monfy-Mate

 
 
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