Ubuntu Touch Apps

E’ appena uscito il primo smarphone con il sistema operativo Ubuntu Touch…

ebbene direttamente dal vostro browser potete già ammirare (ma non scaricare sul pc) le Apps per questo nuovo devices…

il link delle apps è questo https://appstore.bhdouglass.com/apps e potete notare che ce ne sono di tutti i tipi e per tutti i gusti…

come potete notare anche dalla foto i giochi non mancano (ce ne sono più di quanti se ne possa immaginare)

basta vedere il menù… app catalogate nello stile del software center …

buon divertimento

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I primi giorni con Ubuntu Phone in casa di Dario Cavedon.

I primi giorni con Ubuntu Phone

A una settimana dall’ Ubuntu Phone Insider Event di Londra, è giunto il momento di dare un primo feedback sull’uso quotidiano sull’Aquaris E4.5 motorizzato Ubuntu.

Minimal design

Prendendolo in mano, la prima cosa che salta all’occhio è il design squadrato, semplice e pulito. Aquaris Ubuntu Phone è (giustamente) privo dei tre “pulsanti Android” sul bordo inferiore dello schermo, un HDPI da 540×960 px. A rompere la pulizia perfetta della parte frontale l’altoparlante e una fotocamera da 5 Mpx.

Sul bordo solo due pulsanti, sul lato destro del telefono: accensione/spegnimento e volume. Sul bordo inferiore il microfono, su quello sinistro i due alloggiamenti per le schede micro sim (è un dual-sim), sul bordo superiore lo slot per una scheda microSD.

Sul retro, la camera da 8 megapixel con flash led. Non si può accedere alla batteria, che quindi si potrà sostituire solo a un centro di assistenza.

Dal punto di vista delle prestazioni, nella versione androidiana, Aquaris E4.5 è leggermente superiore al suo precursore Nexus4, pur avendo 1 GB di RAM (contro 2 GB) e 8 GB di memoria.

L’Aquaris degli insider è bianco, mentre quello destinato alla vendita è nero. Forse anche questa è una strategia di marketing.

Ubuntu in da house

All’accensione appare la (ormai abbastanza nota) schermata iniziale, uno swipe laterale e si accede alla schermata di login dove si digita il codice di accesso di 4 cifre (si può anche scegliere di accedere con una password, o disabilitare il tutto).

La prima schermata a cui si accede è il nuovo scope Oggi (Today, a lato), che permette di avere una visione immediata delle informazioni più importanti del giorno: il meteo, la prossima vacanza (=festività!), gli eventi in calendario. In più, l’elenco delle ultime chiamate e messaggi, le notizie del giorno, le tendenze su Twitter.

Come sapete, gli scope raccolgono informazioni da varie fonti e le riportano in una interfaccia modulare di comprensione immediata. Le fonti infatti possono essere selezionate, accedendo al menu di configurazione dello scope, basta un tap sulla rotellina in alto a destra.

Lo scope “Oggi” è una delle novità rilasciate in occasione del lancio di Ubuntu Phone e (per adesso) disponibile solo su Aquaris E4.5.

I più precisini, noteranno che la prossima festività in calendario è “Venerdì Santo”, che è effettivamente giorno di ferie in mezza Europa, ma non in Italia. Credo che dovrò aprirgli un bug!


Con uno swipe verso sinistra si passa al secondo scope, l’altro nuovo di questo primo Ubuntu Phone. Si tratta di NearBy (a lato), un altro aggregated scope che riporta le informazioni della zona, in base alla propria posizione sul globo terracqueo. Su questo abbiamo: il meteo (ancora), i luoghi storici da visitare, i migliori locali e ristoranti segnalati su Yelp, le migliori foto dei dintorni trovate su Flickr, gli articoli di Wikipedia del luogo e i prossimi concerti su SongKick.

Devo dire che la scelta di Yelp è abbastanza infelice, almeno per la mia zona: pochissimi i locali segnalati! Già spostandosi a Vicenza c’è qualche locale in più, in una grande città sicuramente ancora meglio.
Per rimediare alle deficienze di Yelp, ho già cominciato a censire la mia pizzeria preferita. Un po’ alla volta censirò altri locali della zona. Se al sottoscritto si aggiungeranno qualche migliaio di ubunteri ubuntuphonizzati in giro per l’Italia, in poco tempo anche questo aspetto sarà a posto.

Per ora, vedo un utilizzo limitato di questo scope nella quotidianità, però quando si è in giro per lavoro o in ferie sicuramente aiuta, specie per trovare locali in cui mangiare. Certo che ci saranno sicuramente sviluppi, per integrare


Le care “vecchie” App

Un altro swipe verso sinistra e siamo allo scope delle App, che tanto piace agli aficionado di modernariato. Eh sì, perché l’approccio delle app è (quasi) superato, ma ancora se ne sente il forte bisogno. Ecco quindi le nostre app, marzialmente in fila per tre in ordine alfabetico, a regalarci tutta la sicurezza di cui abbiamo bisogno (bambinoni!).

Rispetto alle app che avevo provato sul Nexus 4, c’è qualche novità: un paio di giochini (già monopolizzati dalle mie bambine), le mappe Here, le web-app dei giornali spagnoli Cinco Dias e El Pais e soprattutto l’app ufficiale di Telegram, uscita nello stesso giorno della presentazione di Aquaris, lo scorso 6 febbraio.

A proposito di Ubuntu Store: al momento in cui scrivo ci sono 732 app, che sono una bazzecola rispetto alla concorrenza, ma Ubuntu Phone non può e non deve inseguire la concorrenza su questo campo. La strada giusta da fare è proseguire sul doppio binario della libertà e apertura da una parte, e contenuti centrali e trasversali, rompendo i gli stretti vincoli delle singole app.

Telegram

Come scrivevo, è finalmente disponibile l’app ufficiale di Telegram (a lato), il servizio di messaggistica istantanea più diffuso dopo Whatsapp.

La app funziona bene, si integra perfettamente con il sistema account di Ubuntu Phone, comprese le notifiche. Manca forse qualcosa dal punto di vista della condivisione: non posso condividere le foto su Twitter! (gravissimo! :-).

La scelta di usare Telegram conferma la volontà di trovare alternative alle più note e diffuse app, creando un eco sistema indipendente.

Giudizio sintetico

Aquaris E4.5 è un buon smartphone, semplice e robusto. Le performance sono lontane da quello che può essere un sostituto di PC+smartphone, ma possiamo considerarlo un primo gradino sulla scala che ci porterà (speriamo) alla convergenza totale entro i prossimi due anni. L’esperienza utente è gradevole, fluida e lineare: abbiamo davanti Ubuntu Phone 1.0, mica una beta. Una persona dotata di intelligenza media (come il sottoscritto), impara a usare Ubuntu Phone in 15-20 minuti, anche grazie al mini tutorial disponibile al primo avvio dello smartphone.

“We have a phone”

Anche se non è chiaro quanti ne siano stati venduti, le prime “flash sale” hanno registrato il tutto esaurito in pochissimo tempo, ma  niente paura: ne seguiranno altre. La decisione di puntare sull’Europa come primo mercato si è rivelata vincente.

Rick Spencer dixit: “abbiamo un telefono, siamo sul mercato e da qui possiamo solo migliorare”.
Questa prima versione ufficiale di Ubuntu Phone è perfettamente utilizzabile da chiunque, ha un approccio innovativo ai contenuti, è praticamente esente da bug, e soprattutto completamente estraneo al duopolio statunitense Apple-Google, con tutti i danni che ha provocato ai consumatori, come ha rivelato Ed Snowden.

Scritto, foto, testi e pensieri © di Dario Cavedon
tratto da http://dariocavedon.blogspot.it/2015/02/i-primi-giorni-con-ubuntu-phone.html?spref=fb

L’ecosistema Linux è rafforzato dalla frammentazione

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Una delle espressioni più comuni che si sente nella comunità Linux è “c’è troppa frammentazione” ed è anche uno degli argomenti che le persone usano quando cercano motivi per non installare un sistema operativo Linux.

Sono qui per dirvi perché la frammentazione è in realtà una cosa POSITIVA

Prima di tutto, cerchiamo di spiegare che cosa significa “frammentazione” che è anche a volte indicato come la frammentazione delle troppe distribuzioni e dei diversi desktop enviroment (DE).
Gnu/Linux ha da centinaia di distribuzioni attive, alcune delle quali sono più popolari di altri. Ci sono un sacco di diversi ambienti desktop e alcuni di loro potrebbero essere ripetitivi.

Come ben sapete, Linux non ha un desktop predefinito un ambiente predefino e un solo desktop e per molte persone nemmeno una fetta di mercato consistente, In effetti i numeri più ottimistici collocano Linux a circa l’1,7% della quota di mercato. E’ già molto, se si considera il numero totale di PC in tutto il mondo, ma nel grande schema delle cose è veramente  poco.

Il sistema operativo Linux non può competere con i due principali avversari, Windows e Mac OS X. anche se Linux è migliore in molti aspetti e alcune di queste caratteristiche superiori come la sicurezza dovrebbe garantire il suo predominio nel mondo dei sistemi operativi.


Molti Sviluppatori Linux hanno l’abitudine di iniziare progetti paralleli quando c’è gia una buona distribuzione che fa la stessa cosa. O, meglio ancora, siForkano” la distro  originale e creano la propria. (A volte hanno buone ragioni per farlo, ma il più delle volte si sbagliano.)
Il risultato finale è un caos percepito di applicazioni, sistemi operativi, ambienti desktop. Gli sviluppatori stanno tandando in ogni direzione e la mancanza di uno sforzo concentrato danneggia la piattaforma Gnu/linux nella sua interezza.

Sorprendentemente, la frammentazione è in realtà uno dei punti di forza di Linux. Il fatto che gli sviluppatori Linux possono forkare e sviluppare la propria versione del software significa che hanno anche la libertà di farlo. In molte occasioni, le due applicazioni parallele hanno caratteristiche diverse l’uno dall’altro e che migliora entrambe.

La frammentazione è anche il risultato diretto di completa libertà, qualcosa che non può davvero essere fatto con altri tipi di sistemi operativi. Gli utenti possono scegliere quello che vogliono, anche se a volte potrebbero essere confusi perché ci sono troppe cose simili sul loro piatto. 0una buona distribuzione farà comunque sempre conoscere il mondo Gnu/linux a chi non ne aveva mai sentito parlare.

E’ inoltre uso comune dire di volta in volta che gli sviluppatori dovrebbero unire i loro sforzi per mettere insieme un prodotto migliore. Le persone tendono a dimenticare che la maggior parte delle distribuzioni Linux è open source e gratuito. Ciò significa che gli sviluppatori lavorano su ciò che gli piace, e fare le cose esattamente come a loro piace. Forzare” loro lavoro su un progetto solo per il gusto di uniformità non è davvero una buona idea.

Finché noi percepiamo la frammentazione come una cosa negativa, allora sarà una cosa negativa, ma dobbiamo anche tenere presente che molte delle innovazioni e cose interessanti che ci sono nell’ open source ci sono perché qualcuno ha avuto un’idea che non si adattava in nessuna delle distribuzioni ufficiali.

gnu/Linux non è più debole a causa della frammentazione, Ma si rafforza grazie ad essa.

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Monfy-Mate è un’altra distribuzione remix di una distribuzione ufficiale “derivata da…” quindi un’altro pezzo di frammentazione, eppure, grazie a questa remix ci sono almento un centinaio di persone che hanno abbandonato windows per usare Monfy-Mate, Certo poteva essere una qualsiasi altra distribuzione, ma finchè noi crediamo in questo prodotto, e lo conosciamo a fondo possiamo offrire un supporto migliore, avendolo nei nostri pc è molto più semplice dare le giuste informazioni a chi cerca aiuto…
conky
Ancora troppe persone non sono abituate alle diversità di impostazioni, di nomi differenti da quello che windows gli aveva abituato e per il copyright molti nomi devono per forza di cose differenti, e questo è evidente quando ancora cercano il software “nero” per masterizzare… sta a noi indicargli cosa c’è nell’open source… Brasero è uno di questi ed’è già presente nella iso senza dover scaricare nulla o acquistare una licenza!
in un mondo libero chi ha bisogno di finestre e cancelli?
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(The Linux system is strengthened by fragmentation One of the most common expressions that you will hear in the Linux community is platform fragmentation, and it’s also one of the contra arguments that people spout when citing reasons not to get a Linux OS. I’m here to tell you why platform fragmentation is actually a good thing. First of all, let’s explain what people mean by platform fragmentation, which is also sometimes referred to as desktop fragmentation. The Linux ecosystem is populated by hundreds of active Linux distributions, some of them more popular than others. There are lots of different desktop environments and some of them might feel redundant. As you well know, Linux is not the desktop of choice for many people. In fact, the most optimistic numbers place the Linux desktop at around 1.7% of the market share. It’s a lot, if we consider the total number of PCs in the world, but in the grand scheme of things it is very little. It’s not like Linux OS can’t compete with their main two opponents, Windows and Mac OS X. In fact, Linux is better in many aspects and some of those features, like security for example, should ensure its domination. Being the most secure operating system out there doesn’t seem to do much, and platform fragmentation is invoked as one of the reasons. Linux developers have a habit of starting parallel projects when there is a perfectly good software that does the same thing. Or, better yet, they fork the original application and create their own. Sometimes they have good reasons to do so, but most of the times they are wrong. The end result is a perceived chaos of applications, operating systems, desktop environments, you name it. Developers are pulling in every direction and the lack of a concentrated effort is damaging the platform in its entirety. Surprisingly enough, platform fragmentation is actually one of the strengths of Linux. The fact that Linux developers can fork and develop their own version of the software means they also have the freedom to do so. On many occasions, the two parallel applications start borrowing features from one another and that improves both of them. Platform fragmentation is also the direct result of complete freedom, something that can’t really be experienced with other type of OSes. Users can choose what they want, even if sometimes they might be confused because there are too many similar things on their plate. The good software will always rise to the surface and that’s true either for applications or distributions. It’s also argued from time to time that developers should unite their efforts to put together a better product. People tend to forget that most of the Linux ecosystem is open source and free. This means that developers work on what they like and do things exactly how they like. “Forcing” them to work on a project just for the sake of unity is not really a good idea. As long as we perceive fragmentation as a bad thing, it will be just that, but we also have to keep in mind that a lot of the innovations and interesting things that happen in open source are because someone had an idea that didn’t fit into their current paradigm. Linux is not weaker because of fragmentation, it’s actually stronger. The entire Linux experience is greater than the sum of all the parts, and the main reason for that is that there are “too many” parts to begin with.)

Parliamo di: Libreoffice Writer

IL CURRICULUM
LibreOffice è ad oggi la più quotata alternativa gratuita a Microsoft Office. Come il software su cui si basa, è open source e multi-piattaforma (disponibile per tutti i principali sistemi operativi). Writer, il programma di videoscrittura che include, supporta i modelli realizzati per Word ed OpenOffice, quindi può essere utilizzato senza problemi per redigere curriculum vitae in formato europeo partendo da template come quelli disponibili gratuitamente sul sito Europass Cliccando QUI

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nel sito Europass ci sono anche le istruzioni in pdf…

LibreOffice è multipiattaforma, cliccando QUI è possibile scaricarsi liberamente la versione adatta al vostro PC.
(entrando nel sito di Libreoffice in alto a destra trovate il tasto DONATE… non dimenticatevi di fare una piccola donazione volontaria per il grande lavoro di questi programmatori)