MonfyOS 17.10 32 Bit

Finite le iso della versione a 32 bit della nostra remix MonfyOS

poche le novità rispetto alla versione 17.5, migliorata la barra strumenti, splash, e aggiornata ad ottobre 2017.

Vi ricordo che le numerazioni delle versioni di MonfyOS NON seguono la numerazione ufficiale di Ubuntu, ma vengono aggiornate e rilasciate con numerazione del mese in cui vengono pubblicate, la versione 17.10 è stata finita ad ottobre 2017…

qui la cartella contenete il numero MD5SUM e la  ISO

etichetta-stomp-cd-dvd-monfy-mia2017

 

MonfyOS 17.8 – 64Bit

Nuovi aggiornamenti per MonfyOS 64Bit

Rifatte le Monfy-Mate da zero a causa di qualche errore un po’ troppo fastidioso.

identiche in tutto e per tutto alle MonfyOS 17.5 ma con l’eliminazione di qualche errore
rifatto lo spash riducendo il logo, sono stato informato che sui monitor a 4/3 la scritta Monfy-Mate a pieno schermo veniva tagliato ai bordi, quindi ho ridotto il logo che sui 16/9 si vede più piccolo e sui monitor 4/3 è a pieno schermo.

Migliorato lo script CLEAN di mia concezione, aggiunto la pulizia dei kernel e la rimozione di file residui, ho anche eliminato il portachiavi di chrome (per chi preferisce chrome lo può installare senza la fastidiosa richiesta di sbloccare il portachiavi)

infine aggiornamento completo fino ad oggi 19/8/2017.

nel link di scaricamento non ci sarà solo la iso di MonfyOS ma sarà completa dello script “clean” così che chiunque voglia usarlo nel proprio sistema può usarlo, c’è la cover del DVD pronta da stampare e ovviamente anche la MD5SUM della iso in fortmato testo…

questo il link di MEGA:  (clicca sulla scritta MEGA)

per quanto possibile vi ricordo che il tutto è liberamente copiabile, modificabile e redistibuibile a patto che sia sempre fatto informa gratuita.

etichetta-stomp-cd-dvd-monfy-mia2017

DOOGEE MIX… Effettivamente un top di gamma

DOOGEE MIX è il nuovo flagship a basso costo ma con ottime prestazioni, un ottimo schermo borderless e viene presentato con quattro giga di RAM o con ben sei giga di RAM, la Rom (ovvero lo spazio di scrittura dati) è per entrambi i modelli di ben 64 gigabyte.

Molto interessante anche la personalizzazione di Android 7 effettuata da doogee che fra le altre cose ci mette a disposizione una serie di personalizzazioni manuali come grandezza icone a schermo, grandezza font, colore del font temi differenti ecc. Piuttosto veloce anche il processore helio x25 uno degli ultimi nati ed è un buon Decacore di casa mediatek.

Schermo Sharp da ben 5.5 pollici anche se in mano sembra di avere un 5 pollici grazie all’eliminazione dei bordi.

Buon supporto fotografico, la doppia fotocamera da 16+8 megapixel lavorano bene e il software in dotazione permette di ottenere ottimi scatti.

Volete saperne di più, seguite il mio canale YouTube,

Se siete iscritti a Facebook seguite la mia pagina personale e non dimenticate di mettere un like e iscrivervi.

Vi lascio con la visione del video.

Wannacry… Il malware!

WannaCry: cos’è, come funziona e come proteggersi dal nuovo Ransomware
Nel tardo pomeriggio di ieri si è diffusa la notizia di un attacco Ransomware su vasta scala che ha colpito molti PC a livello globale tra cui numerosi ospedali in Gran Bretagna, aziende, enti e l’Università Bicocca di Milano.
Nel tardo pomeriggio di ieri si è diffusa la notizia di un attacco Ransomware su vasta scala che ha colpito molti PC a livello globale tra cui numerosi ospedali in Gran Bretagna, aziende, enti e l’Università Bicocca di Milano. La vicenda ha fatto subito il giro del mondo tanto che sui social network sono numerose le conversazioni riguardanti Wanna Decrypter, meglio noto come WannaCry (tradotto letteralmente come voglio piangere), il nuovo Ransomware che dalla serata di ieri ha messo in allerta gli utenti di tutto il mondo per paura che la minaccia possa interessare anche i PC Windows presenti nelle proprie abitazioni.
Ma cos’è e come funziona Wannacry? Si tratta di un Ransomware, uno dei malware più pericolosi degli ultimi anni: è in grado di insediarsi all’interno del sistema operativo e criptare ogni file salvato sull’hard disk e su eventuali chiavette USB collegate. L’unico modo per poter tornare a visualizzare e modificare i propri file è legato al pagamento di un riscatto in bitcoin, valuta elettronica utilizzata dai cyber criminali poiché le transazioni non possano essere rintracciate e l’identità del malvivente resta segreta. Secondo alcune immagini diffuse su Twitter da alcuni utenti che si sono ritrovati il computer infetto da questa minaccia l’importo richiesto inizialmente dagli hacker che hanno diffuso il Ransomware Wannacry era pari a 300 dollari ma secondo alcuni report la cifra sarebbe già raddoppiata raggiungendo fino a 600 dollari.
Il malware in questione si basa su due exploit (EternalBlue e DoublePulsar) che sono stati estratti da una serie di utility in possesso dell’NSA americano, da pochi mesi in possesso degli hacker.

virus-green-wallpaper

Nonostante il team di Microsoft ha rilasciato un aggiornamento di sicurezza collegato alla diffusione di questa minaccia già dal mese di marzo, molti dispositivi presenti in numerose strutture pubbliche come gli ospedali e più in generale gli ambienti di lavoro ed i luoghi pubblici, non sono stati aggiornati con gli update di sicurezza, esponendo il PC a minacce di questo tipo.

Con buona probabilità infatti i computer compromessi dall’attacco hacker di ieri hanno interessato PC con sistemi operativi non aggiornati, sfruttando una falla presente nell’SMB Server di Windows, soprattutto su PC con Windows XP, non più supportato dalle patch di sicurezza da oltre un anno. Per evitare pericoli legati a nuovi attacchi Ransomware si consiglia quindi di installare l’ultima versione del sistema operativo, utilizzare un buon antivirus e soprattutto evitare di scaricare allegati da mail sospette o cliccare su link che possono nascondere pericoli per la sicurezza dei vostri dispositivi. Ricordiamo che in passato gli attacchi Ransomware hanno interessato anche smartphone e tablet e pertanto è importante scaricare applicazioni solo dagli store ufficiali, evitando di ricorrere a file .APK scaricati da fonti non sicure.

Tratto da: http://tech.fanpage.it/wannacry-cos-e-come-funziona-e-come-proteggersi-dal-nuovo-ransomware/

Smartphone dual camera, perché?

 

Ormai troviamo in commercio numerosissimi dispositivi dotati di una doppia fotocamera, a partire dall’iPhone 7 Plus fino ad arrivare al nuovissimo OnePlus 5. Stiamo assistendo, però, negli ultimi mesi a una nuova tendenza di mercato poiché diversi produttori propongono anche la funzionalità di zoom ottico.

I due telefoni citati precedentemente sono gli esempi più famosi proposti sul mercato. Se vi state chiedendo come funziona esattamente questa tecnologia, e se davvero questi smartphone offrono uno zoom ottico, allora siete capitati nell’articolo giusto.

OnePlus 5 e iPhone 7 Plus zoom ottico

Zoom ottico: come funziona su uno smartphone con dual camera?

Il problema dello zoom sugli smartphone

Prima di riportare in maniera approfondita il funzionamento, è meglio ricapitolare il motivo per cui i produttori hanno deciso di adottare uno zoom otticoall’interno degli smartphone.

A differenza delle lenti reflex con obiettivi a focale variabile e alle telecamere punta e scatta con zoom, le fotocamere integrate negli smartphone dispongono di piccole ottiche fisse. Ciò significa che la lunghezza focale della fotocamera di un telefono è fissa, lasciando all’utente solo la possibilità di affidarsi allo zoom digitale.

Tuttavia, lo zoom digitale non è sicuramente il meglio disponibile sul mercato poiché si ha una risoluzione limitata. Le immagini scattate, inoltre, appaiono pixellate non appena si ingrandisce un po’

Le lenti variabili, come quelle presente in una fotocamera reflex, invece, permettono di regolare la lunghezza focale, e quindi il campo visivo. Lo zoom ottico non soffre degli stessi problemi presenti su quello digitale.

Quando si misura lo zoom di una fotocamera o di un obiettivo, abbiamo bisogno di un punto di riferimento o di un punto di partenza. Per trovare qualsiasi livello di zoom bisogna dividere la lunghezza focale corrente partendo dal minimo disponibile. Passando, dunque, da 25 mm a 53 mm oppure da 18 mm a 36 mm si ha uno zoom ottico 2x. Lo zoom, quindi, è il rapporto diretto fra due lunghezze focali.

Le lenti doppie offrono una soluzione ibrida

Quando parliamo di uno smartphone con doppia fotocamera, è presente un classico sensore e una lente teleobiettivo. In particolare, i due sensori dispongono di una diversa lunghezza focale. Ad esempio, il primo sensore propone una lunghezza focale da 24 mm mentre il secondo da 36 mm. In quest’ultimo caso, abbiamo la possibilità di avere uno zoom ottico 1.5x.

Le dimensioni del sensore, le dimensioni dei pixel e l’apertura dell’obiettivo possono variare tra i due sensori. Tutti questi fattori, ovviamente, avranno la propria influenza sulla qualità finale dell’immagine.

Prendendo in considerazione l’iPhone 7 Plus, Apple ha deciso di adottare un sensore con obiettivo da 28 mm e un altro da 56 mm. In quest’ultimo caso, abbiamo uno zoom ottico 2x. Ciò significa che è possibile acquisire dei primi piani sfruttando il primo sensore da 28 mm (zoom 1x). Il secondo sensore, con lente da 56 mm e zoom 2x, cattura immagini con distanze maggiori e senza perdere di dettaglio.

Oltre ad accedere a questa particolare caratteristica, laseconda fotocamera contribuisce a migliorare la qualità dell’immagine e i livelli di zoom.

Anche il nuovo OnePlus 5 propone uno zoom ottico 2x

Una cosa simile la troviamo anche sull’ultimo arrivatoOnePlus 5. Lo smartphone Android offre una funzionalità di zoom ottico fino a 1.6x grazie al secondo obiettivo. Successivamente, viene effettuato una sorta di ritaglio dell’immagine da 20 mega-pixel per riuscire ad ottenere uno zoom 2x.

OnePlus sostiene che tale operazione viene effettuata dal software Smart Capture. Questo ha il compito di catturare meglio le informazioni provenienti da più fotogrammi e di mescolarli assieme. Anche se la fotocamera elimina alcuni dati per ottenere uno zoom 2x, la qualità dovrebbe essere comunque migliore rispetto allo zoom digitale. Oltre ad offrire un maggior dettaglio, la configurazione dual camera permette di elaborare l’HDR in maniera avanzata.

Anche se i dettagli esatti dell’immagine non vengono condivisi con quella finale, i dati di buio e luce possono essere utilizzati durante il processo di elaborazione della gamma dinamica (HDR). Questo consente di migliorare l’immagine finale indipendentemente dal livello di zoom.

I risultati non sono perfetti

In quanto riportato fino ad ora, potreste aver intuito che non è ancora una soluzione perfetta. Cosa succede se vogliamo utilizzare un livello di zoom intermedio, ossia 1.2, 1.3 o 1.5x?

La soluzione più ovvia resta quella di affidarsi allo zoom digitale per questi livelli minori poiché non c’è una perdita elevata nella qualità della foto. Ad esempio, è possibile affidarsi allo zoom digitale da 1.1x a 1.6x e passare al teleobiettivo, tramite la seconda fotocamera, a partire dallo zoom 1.7x.

L’adozione di un ISP (Image Signal Processor) potrebbe monitorare il livello di rumore di ogni telecamera e decidere se effettuare il passaggio alla fotocamera secondaria solo se si producono risultati migliori. L’iPhone 7 Plus e il OnePlus 5 potrebbero utilizzare un sistema simile.

Gli ultimi ISP di fascia alta sono in grado di fondere i dati provenienti da fotocamere con diverse lunghezze focali. Questo tipo di tecnica permette di raccogliere i dettagli dallo zoom massimo e ritagliare e fondere queste informazioni al centro dell’immagine

È possibile anche applicare uno zoom 1.5x al centro della foto dove ci sono dettagli in più mentre i bordi verranno ingranditi digitalmente dalla lente 1x standard. Anche se non è sicuramente una tecnica perfetta, comunque il soggetto sarà più nitido e verrà mantenuto qualche dettaglio in più se si confronta questo risultato con una foto scattata da uno smartphone con singolo sensore.

L’Hybrid Zoom di Huawei è la tecnica di zoom più interessante su smartphone

La tecnologia più interessante vicina a quest’ultima tecnica è lo zoom ibrido offerto da Huawei. Il sensore da 20 mega-pixel cattura i dettagli fini e mentre quello RGB da 12 mega-pixel applica i colori, permettendo così uno zoom digitale 2x superiore.

In sintesi, sfruttare al massimo una doppia fotocamerarichiede una varietà di tecniche di lavorazione sofisticate. Il risultato finale, poi, dipende fortemente dall’ambiente di ripresa.

Huawei P10 hybrid zoom

Conclusioni

Anche se la tecnologia dual camera rappresenta un notevole passo in avanti sugli smartphone, dobbiamo essere consapevoli che ci sono ancora alcune cose da sistemare. Il primo problema è che i sensori sono limitati nelle lunghezze focali fisse. Questo non offre il vero funzionamento di uno zoom ottico che il marketing potrebbe farci credere.

Ci sono, però, notevoli vantaggi di questa feature se si mette a confronto lo zoom ottico con quello digitale tradizionale. Un esempio è una qualità superiore delle foto a lunga distanza. La doppia fotocamera permette anche di applicare effetti post-processing fra cui l’HDR avanzato e l’effetto Bokeh.

Non dimentichiamoci della libertà creativa che queste configurazioni offrono agli appassionati di fotografia.

Concludendo, questa tecnologia è ancora nella sua fase iniziale. Senza dubbio, però, vedremo nei prossimi mesi dei notevoli  miglioramenti sia nella qualità delle fotocamere che nella funzionalità zoom ottico grazie agli smartphone di seconda generazione.

Tratto da: http://android.caotic.it/2017/06/smartphone-dual-camera-zoom-ottico

Sblocco portachiavi su Chrome

Alcuni miei amici preferiscono il browser Chrome anziché Firefox.

C’è da ricordare che Chrome non rilascia più il supporto per nessun dispositivo a 32 bit, detto questo per installare Chrome basta andare nel sito ufficiale, cliccare e installarlo tramite gestore pacchetti.

Una volta installato vi verrà chiesto di sbloccare il portachiavi… E questo verrà chiesto ogni volta che aprirete Chrome.

Spazio di lavoro 1_002

La password richiesta sarà quella che avete usato per l’installazione, nel caso di Monfy-Mate la password standard (come descritto nel libro) sarà ubuntero.

Ma se inserire la password ogni qualvolta aprite il browser vi da noia, ecco come eliminare tale richiesta:

Cliccate su Applicazioni/Accessori e su password & chiavi

IMG_20170619_100051

Si aprirà il portachiavi d’accesso,

Cliccate con il tasto destro del mouse sulla cartella “login” e selezionate “cambia password”

IMG_20170619_100104

All’apertura della richiesta password dovrete inserire la password usata durante l’installazione, in caso di una monfy-mate pulita la password sarà ubuntero… E cliccate sul pulsante “avanti”

IMG_20170619_100115

Vi si aprirà la finestra richiedente la nuova password…

Lasciate tutto in bianco (NON SCRIVETE NULLA” e chiudete la finestra cliccando sul pulsante “conferma”

IMG_20170619_100125

Da questo momento in poi Chrome non vi chiederà più lo sblocco portachiavi…

 

Smartphone, test costo-prestazioni

Costo e prestazioni, vale la pena spendere così tanto per uno smartphone?

Sul mio profilo facebook e su quello del mio caro amico Massimo, ci siamo presi la briga di richiedere ai nostri amici presenti nei contatti alcuni test reali effettuati con il programma Antutu, reali perchè sono stati fatti sul momento senza alcuna eventuale manipolazione da parte delle aziende costruttive per valorizzare più o meno i loro prodotti…

leeco-le-max-2-2417-vs-samsung-galaxy-s8-2486

questo valore è stato successivamente suddiviso per il costo d’acquisto dello stesso smartphone, il valore che ne è risultato ha dato il reale rapporto matematico fra costo e prestazioni ponendomi una domanda:

vale la pena spendere così tanto per uno smartphone?

se osserviamo unicamente i test hardware effettuati con l’App Antutu sembrerebbe proprio di si, ma il valore oggettivo di un programma sarà davvero tutto quello che serve per definire un acquisto…

guardando la tabella a seguire il valore più alto riscontato nei test è stato quello del nuovissimo Samsung S8+ dal valore d’acquisto di circa 800€ il test ha riportato infatti 182262 punti… e sarebbe quindi il “cellulare del momento” … ma siamo proprio sicuri?
No! … se suddividiamo il valore di Antutu con il prezzo acquistato il Samsung S8+ non è il miglior cellulare in commercio.

CALCOLO-PREZZO-PRESTAZIONI

da premettere però che i valori riportati sono esenti dal vostro gusto personale ma è soltanto un rapporto “prezzo-prestazioni

lascio a voi i commenti, vale la pena spendere di più sapendo che potreste acquistare uno smartphone che ha prestazioni superiori con un costo nettamente inferiore?

FB_IMG_1497098884941                    s8

 

 

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: